Show simple item record

dc.rights.licenseCC-BY-NC-ND
dc.contributor.advisorSpeelman, R.M.
dc.contributor.authorJanssen, T.L.
dc.date.accessioned2019-03-04T18:00:32Z
dc.date.available2019-03-04T18:00:32Z
dc.date.issued2018
dc.identifier.urihttps://studenttheses.uu.nl/handle/20.500.12932/31914
dc.description.abstractIn questa tesi viene esaminato lo sviluppo del linguaggio nei libretti ottocenteschi. L'ipotesi era che il libretto sia cambiato dal tipo antirealista al realista. Questo vale solo a metà, vale a dire per quanto riguarda la componente anti-realista. Questa caratteristica, la lingua antirealista, la troviamo nella prima metà del secolo e ha tutto a che fare con l'opera seria settecentesca da cui proviene il melodramma del primo Ottocento. Ci sono molte denominazioni nella letteratura per questo linguaggio antiquato, cioè lambiccato, poetico, arcaico, aulico e conservativo, surrealista e caratterizzato da una latinizzazione. Troviamo questo tipo di linguaggio nelle opere di Rossini, Donizetti, Bellini e nelle opere di Verdi prima di lavorare con Arrigo Boito. Una delle spiegazioni per l’impiego di questo tipo di linguaggio è stata la censura e il desiderio di evitarla. Questo era certamente il caso per soggetti che erano scioccanti per il tempo. Inoltre nella prima metà del secolo, il mondo dell'opera era organizzata ancora piuttosto locale e non era sotto l'influenza di idee progressiste e internazionali. Queste caratteristiche sono anche evidenti nell’osservazione di alcuni frammenti dell'opera Nabucco di Verdi. Tuttavia, per quanto riguarda lo sviluppo del libretto dopo il Risorgimento, non è possibile proporre una sola classificazione. L'ipotesi - verso un libretto più realistico - sussiste in parte ma non è l'unico sviluppo che c'è. Un tono più realistico e meno distinto si può certamente vedere nelle opere di Leoncavallo o Puccini, che è evidente da sia la letteratura, sia dall'analisi del testo di alcuni frammenti di La bohème. Tuttavia, questo non è tanto il caso nella scrittura di Arrigo Boito. Il suo uso della lingua italiana non era esattamente comune, ma di alta qualità intellettuale e poetica. Boito arricchì i suoi libretti di parole insolite e rime difficili. Quindi la parola scritta nell'opera lirica alla fine del secolo era di natura molto diversa rispetto ai decenni all’inizio dell’Ottocento.
dc.description.sponsorshipUtrecht University
dc.format.extent178044
dc.format.mimetypeapplication/pdf
dc.language.isoit
dc.titleIl cambiamento della librettistica italiana nell’Ottocento. Dal codice aulico ad una lingua contemporanea?
dc.type.contentBachelor Thesis
dc.rights.accessrightsOpen Access
dc.subject.keywordsopera, melodramma, libretto, linguaggio, Puccini, Verdi, Boito
dc.subject.courseuuItaliaanse taal en cultuur


Files in this item

Thumbnail

This item appears in the following Collection(s)

Show simple item record